domenica 18 febbraio 2018

Mi dimentico dell'arcobaleno...

Tante volte mi dimentico dell'arcobaleno. Mi dimentico che esiste l'Arcobaleno. Mi dimentico il messaggio di speranza e di stupore che porta con sé.
La pioggia, il mal tempo, le devastazioni non posso dimenticarmele irrompono e rompono i miei equilibri e i miei piani. Posso accettarli o meno, ma ci sono.
L'arcobaleno invece presuppone che io alzi lo sguardo. Presuppone che io sappia guardare il cielo oltre i palazzi, oltre tutto ciò che mi distoglie e ostacola la vista. E così a volte mi dimentico di cercarlo e di guardarlo. 
Ma l'arcobaleno sta lì a ricordarmi che la pioggia, il mal tempo e le sue devastazioni non hanno l'ultima parola sulla vita. 
Sta lì a ricordarmi che la pioggia serve anche  a pulire il cielo. 
Questo delicato arco colorato mi conferma la bellezza, la delicatezza e l'amore della natura e di chi l'ha creata.

Mi conferma che il mal tempo non ha l'ultima parola sulla vita e che è solo preludio e annunciatore di un nuovo arcobaleno.

“Questo è il segno dell'alleanza che io pongo tra me e voi 
e ogni essere vivente che è con voi, 
per tutte le generazioni future. 
Pongo il mio arco sulle nubi, 
perché sia il segno dell'alleanza tra me e la terra” Gn 9,8-15

domenica 21 gennaio 2018

Il meglio deve ancora venire

Chi vive nella nostalgia del passato e di quello che è già stato o, peggio, nel rimpianto di quanto non realizzato o vissuto si condanna alla propria infelicità.
Mi piace pensare che la canzone più bella di tutte non è stata ancora suonata, il libro più bello non è stato ancora scritto, la frase più bella non è stata ancora pronunciata, il profumo più inebriante e il piatto più buono ancora sono in preparazione, il giocatore più forte di tutti sta ancora crescendo in qualche scuola calcio. L'innovazione più rivoluzionaria ci sorprenderà in futuro.
il prossimo spettacolo potrebbe essere più bello dell'ultimo che ho visto e il mio film preferito potrà essere sostituito da uno ancora più bello che devo ancora vedere.
Mi piace pensare che la strategia educativa più efficace, la cura più indicata, sono ancora da scoprire e sperimentare.
Mi piace pensare che anche se sono affezionato alla mia vita e alle cose che faccio le cose più belle non le ho ancora realizzate.
La prossima esperienza, il prossimo incontro mi porteranno forse qualcosa di ancora più bello.
La giornata di oggi o di domani potranno forse regalarmi una gioia profonda mai provata.
Mi piace pensare che posso essere in futuro migliore di come sono.
Mi piace pensare che il futuro, oltre a momenti difficili e critici, potrà farmi scoprire delle novità inaspettate,  e che magari ci saranno periodi migliori di questi e di quelli vissuti in passato dall'umanità.
Sono innamorato di mia moglie ma molto di più oggi di quando eravamo fidanzati o sposini ancora inesperti della vita. Ma mi piace pensare che il nostro amore in futuro sarà ancora più bello, più intenso, più maturo.
L'incontro più intimo con il Signore della Vita, un piccolo bagliore sulla Verità sull'uomo e su di me sono ancora strade inesplorate da cercare e scoprire.
Oggi potrebbe essere il giorno giusto!
Non è inguaribile ottimismo. E' Speranza.
E' voglia di vivere al meglio il presente e di guardare al futuro con fiducia per evitare di essere di quelli che "una volta era meglio..." e vivono oggi tristi e senza capacità di apprezzare e cogliere le novità che ogni giorno porta con sé.



lunedì 1 gennaio 2018

oh vita!

Il primo giorno dell’anno, bilanci e speranze.
Si rischia di essere retorici e ripetitivi: cosa ci dovrà poi essere di nuovo rispetto a quanto sognato e desiderato e sperato il primo gennaio dell’oramai passato 2017?
Eppure mi spinge avanti la consapevolezza che ogni anno porta con sé qualcosa di nuovo nel bene e nel male. 
Nasconde il mistero di giorni ancora da vivere, descrivere, immaginare. 
Giorni completamente nuovi e perciò misteriosamente capaci di trasformare l’esistenza.
Il rischio di un anno che ricomincia nuovo solo nel nome ma già vecchio - certo - è dietro l'angolo. 
Se non mi ci metto di impegno a rinnovarmi e a guardare con intensità ogni persona e ogni giornata che mi si para davanti,  con la voglia di decidere con quale atteggiamento leggere tutte le situazioni della vita e che mi interrogano in modo sempre nuovo.
Ma se guardo all’anno appena passato mi rendo conto che contiene momenti veramente unici. 
Li tengo per me ma so che posso solo prenderli tutti così come sono. 
Non posso scegliere solo i migliori e lasciare il resto, gli errori soprattutto, le incomprensioni, le giornate senza amore. 
E' la vita che è così: la devi prendere tutta intera.
Ora quest’anno è tutta una possibilità, quella  di vivere al meglio. 
Vorrei crescere nella capacità di accompagnamento ma anche di lasciarmi accompagnare. 
Crescere nel guardare ognuno personalmente evitando i copia/incolla...
Lasciarmi qualche momento con gli amici evitando di parlare di lavoro e di cose da fare anche quando ci si incontra solo per stare insieme. 
Leggere per nutrire il cuore e la mente. 
Lasciarmi spazi di interiorità per andare in profondità e crescere nella relazione con Colui che mi ama più di chiunque altro così come sono. 
Infine come apro ogni giornata con le letture del giorno e una frase chi mi guidi per tutta la giornata, voglio chiudere ogni giorno a partire da oggi con un pensiero in cui fare memoria della cosa più bella ricevuta dalla giornata appena trascorsa.

Ciao 2017 grazie per la vita vissuta fino in fondo e fino all’ultimo respiro.


Benvenuto 2018, 365 giorni di vita da riempire al meglio e da contemplare così come saranno: con passione, entusiasmo, stupore... e l'unico modo per non rimanere deluso è ricordarmi che alla fine l'unica cosa che conta è mettere amore nelle vicende quotidiane per trasformarle in momenti unici.
oh vita!
come possono non celebrarti vita?

mercoledì 1 novembre 2017

"Adesso faccio diversamente i miei conti alla sera" (Zi Fonzo)

Nella festa di Tutti i Santi. in cui riflettiamo su come ciascuno di noi è chiamato alla felicità per sempre guardando a chi ci ha preceduto lungo il cammino,  tanti volti di santi senza santino mi vengono in mente... tante persone che giorno per giorno mi hanno trasmesso la realtà di cosa significa vivere su questa terra pienamente ma con lo sguardo al cielo e al per sempre.
Tra questi Don Alfonso Alfano.
In Questi giorni ho ripreso tra le mani "sulle strade del cuore" un libro che mi ha guidato nel fare i primi passi tra i ragazzi più poveri.
Termina così, con questa lezione di vita che può trasformare le nostre giornate e renderci migliori:
"Nel passato ero solito alla fine di ogni giorno, a frugare e ripulire la mia coscienza piena di ombre, a interrogarmi sulle omissioni, sul male volontario o involontario arrecato ad altri. Adesso faccio diversamente i miei conti alla sera. Sto usando una nuova calcolatrice, con operazioni diverse. Non cerco più le mie colpe o i miei meriti, non calcolo le offese o le delusioni, non annoto più i crediti, ma i miei debiti. Osservo nel mio cuore tutto quello che ho ricevuto nel corso della giornata. Ricordo i gesti, i semi di bene, i volti di quanti mi hanno sorriso, le mani che si sono unite alle mie e le parole di affetto, di riconoscenza e di incoraggiamento, la telefonata amica, l'incontro con le persone che mi hanno espresso fiducia e rispetto. Ringrazio per le persone che mi hanno bussato alla porta per farmi visita, per le persone che mi hanno fatto compagnia durante la giornata o che mi hanno fatto dono della loro fiducia. E così alla sera mi sto abituando a vedere le mani sempre piene. Ogni essere umano ha pennelli e colori per disegnarsi il proprio Paradiso."

venerdì 25 agosto 2017

letture estive e non solo...

Quanto amo leggere! Eppure quanto poco ci riesco durante il tran tran quotidiano. Inizio tanti libri durante l'anno ma a volte  mi rimangono   lì in attesa delle vacanze...  
In questi giorni di relax perciò sto leggendo diversi libri contemporaneamente che mi portano in luoghi lontani. Così mi sono lasciato trasportare dai personaggi e dagli autori e con loro sono stato nel deserto del Marocco e dell'Algeria. 
Mi sono ritrovato poi, per svagarmi un pò, a Pompei al tempo dei romani e prima dell'eruzione del Vesuvio, alla ricerca di un assassino. 
Ho seguito, non senza commuovermi, le sorti di Sendino, la storia vera di una giovane dottoressa alle prese con il cancro e del cappellano dell'ospedale intento a raccontare il suo percorso di incontro con Dio proprio attraverso la malattia. 
Ho vagato  insieme ad un certo curioso personaggio di nome Zollinger in Austria mentre era impiegato alla stazione, nell'esercito, perso nei boschi e poi calzolaio per poi diventare finalmente il tipografo che aveva sempre voluto essere.
Negli ultimi giorni mi sono sentito trasportare nelle atmosfere magiche dell'India, nel Kashmir, a Ney York e in giro per il Mondo con il giornalista Terzani anche lui malato di cancro ma pronto ad un altro giro di giostra.
Aspetto molto questo tempo per leggere. E' evasione, ma soprattutto ricerca. Nei libri cerco qualsiasi riferimento al senso della vita, a Dio presente nelle persone e in me, alle cose essenziali. Alla fine mi trovo a sottolineare in modo evidente o a mettere le orecchie alle pagine in quei passaggi che mi offrono un'idea, uno spunto, una nuova prospettiva o chiave di lettura.
Credo che alla fine è questo che mi fa essere a quasi cinquanta anni (si perché da quando ne ho compiuti 49 ogni volta mi viene da pensare: “a quasi 5O anni guarda ancora che casini faccio, cosa penso, cosa continuo a cercare...”), ancora un'apprendista.
A volte mi sembra di aver trovato quello che sto cercando e che “i still haven't found what i'm looking for”, la mia canzone preferita degli U2 da quando ne avevo 18 di anni sia ormai superata per me.
Ma più spesso mi sento alla ricerca, e sono contento di esserlo. Sono contento di trovarmi “ancora a cercare qualcosa che non ho trovato” ma che nello stesso tempo so esserci perché ne faccio esperienza in modo in alcuni momenti.
Leggendo mi posso rendere conto come a volte dai libri traspare un qualche frammento di verità, qualche intuizione che l'autore mette in bocca a uno dei personaggi su qualche aspetto della vita che sento appartenermi.
Sento che così è la relazione con Dio, qualcosa di personale, di vitale, di intimo ma nello stesso tempo di indefinibile con le parole, di inafferrabile con la testa. Come una sensazione che diviene uno stato d'animo che mi fa gioire dentro ma senza poter fermare quel momento. Come volare in alto ma per ritrovarmi un attimo dopo con i piedi per terra.
Allora continuo a leggere, continuo a cercare, continuo a vivere...

Queste vacanze sono state meravigliose da tanti punti di vista. Ma anche qui attimi di felicità che poi sfuggono via per lasciare il posto a nuove ricerche fino alla consapevolezza di dover tornare a casa per riprendere il cammino avendo immagazzinato, per le provviste invernali-anti stress: bellezza, riposo, risate, divertimento, relax. Ma soprattutto amore. 

lunedì 31 luglio 2017

Semplicemente Grazie a ciascuno di voi di esserci!

Di solito il giorno del compleanno, dopo aver accolto con gioia gli auguri via cell, sms, wapp, FB ecc. viene spontaneo ringraziare tutti.
Questa volta sento il bisogno di dire grazie io già prima.
Dico grazie al Signore della Vita, Dio delle Sorprese che rende ogni giorno e ogni incontro unico anche quando apparentemente sto facendo le solite cose. A ognuno di voi... famigliari, amici, fratelli, colleghi, conoscenti che rendete la vita veramente degna di essere vissuta.... che mi amate così come sono...  sopportando le mie stranezze e limiti...
Grazie per ogni sguardo, sorriso, carezza, rimprovero, battuta, saluto, ascolto, parola, tempo, disponibilità, fiducia, stima, attenzione, emozione...
E così, facendo il punto come mi piace fare sempre il giorno della mia festa... mi scopro più ricco e mi viene voglia di continuare il cammino di apprendista... pronto a nuovi incontri e nuove giornate in cui scoprire il senso delle cose  e della vita  insieme a chi vive con me... fino a quando... non lo so... ma non conta... conta il viaggio... contano i giorni trascorsi... conta ogni incontro, ogni momento... tra la sensazione che il tempo vola troppo velocemente e quella di pensare a quante cose ci sono in un anno e quante ne abbiamo passate insieme...

giovedì 29 giugno 2017

...ragazzi ladri... di cuori...

Dopo giorni vorticosi di attività, dopo la verifica e la festa... finalmente mi fermo e rientro e in me stesso. E sgorga un sentimento di gratitudine verso Dio, verso Don Bosco e verso ogni fratello e sorella che lungo la strada ha condiviso con me, e io con lui, il cammino. Volti precisi mi vengono in mente, affaticati come il mio, ma con una luce particolare negli occhi, quella della consapevolezza di aver corso dando tutto per sostenere una causa che vale più di ogni cosa: portare i nostri ragazzi dopo tanti fallimenti ad un risultato positivo. E che belli i sorrisi dei ragazzi ieri alla festa del premio! Ripagano tutto... Tutto il resto passa in secondo piano... anche le discussioni o le liti, le incomprensioni o gli errori perché trovano un senso nel averci condotto nonostante tutto al risultato finale raggiunto.
Per qualcuno può sembrare eccessivo tutto questo entusiasmo: alla fine abbiamo portato semplicemente dei ragazzi alle licenza media o a prendere un attestato.
Piccole cose. Si piccole cose ma di inestimabile valore. Perchè ciascuno dei nostri ragazzi non ci credeva più. Aveva messo un punto e pensava di non essere capace di fare nulla di buono e ora non la pensano più così!
Fosse stato anche un solo ragazzo che ha recuperato la voglia di vivere e di credere in un futuro possibile ne è valsa la pena.
E questo grazie a tante persone che giorno dopo giorno, sfidando il traffico, il sonno, la fatica, l'inaffidabilità dei nostri ragazzi ci hanno creduto e hanno trasmesso questa loro fiducia a tutti.

E già mi ritorna la voglia di continuare per perdermi nei loro sguardi... ragazzi ladri... di cuori...