Sappiamo che il sorriso è contagioso e terapeutico. Una persona che ci sorride ci cambia la giornata, una persona che ci sorride attiva dentro il nostro cervello i cosiddetti neuroni “specchio” che producono anche in noi un sorriso. Non sempre, non in modo automatico ma è evidente che sorridere fa bene e ci fa bene. In questo tempo in cui siamo costretti, per rispetto degli altri e di noi stessi, a indossare le mascherine non possiamo godere dei questa forza. Non possiamo godere del sorriso dell’altro e forse anche il nostro rimane inespresso.
Questa estate in vacanze in una chiesa dove ero entrato per
partecipare alla messa domenicale il sacerdote al momento dello scambio della
pace, al quale ci siamo abituati a rinunciare, ha detto: “scambiatevi uno
sguardo di pace!”. Girandomi a guardare negli occhi le persone a me vicine
mi sono reso conto che tanto spesso stringendo in passato la mano non avevo
guardato negli occhi la persona a me accanto. Guardarsi negli occhi è un gesto
di grande intimità con l’altro che non sempre riusciamo a compiere con
facilità.
Eppure ci fa così bene, crea subito un forte “collegamento”
tra le persone, inoltre gli occhi “non mentono” e confermano o disconfermano le
nostre parole. Così anche quegli sguardi di persone sconosciute mi hanno fatto
bene, mi hanno in effetti comunicato la voglia di comunità e di pace.
In questi mesi di “mascherina” obbligatoria mi sto rendendo
conto di come si possa sorridere con gli occhi e godere del sorriso fatto con
gli occhi da parte degli altri. E’ stupendo! Ci vuole solo un po' più di
attenzione e di allenamento visto che siamo più abituati al sorriso fatto con i
muscoli facciali!
Allora continuiamo a sorridere e a sorriderci! Ci fa bene e
ne vale la pena anche se la mascherina apparentemente sembra nasconderlo. Tra l’altro
ora che il viso è coperto gli occhi risaltano e si può riscoprire la bellezza
che c’è negli occhi delle persone a noi accanto.
Nessun commento:
Posta un commento